INCIDENTI A ROMA, A CHI GIOVA? SICURAMENTE NON ALLA DESTRA.VOGLIONO CONDIZIONARE IL VOTO PER ELEZIONE DEL SINDACO DI ROMA E NON SOLO.  

La manifestazione tenuta sabato scorso a Roma, contro il Green Pass, era legittima e raccoglieva la protesta di migliaia di cittadini di destra, di sinistra e di centro. Insomma erano italiani che dissentivano dal governo Draghi. Il Viminale, con il Ministro  Luciana Lamorgese, ha “sottovalutato” l’evento. Non hanno saputo – o voluto?-  prevenire eventuali incidenti, che pur erano stati anticipati dal palco. Girano filmati sui social, dove appare evidente l’azione di “poliziotti infiltratri”, spalla a spalla, tra chi esercitava  violenza contro i mezzi della Polizia. Appare molto strano  che la Polizia, che controllava  Piazza del Popolo,  non abbia evitato l’assalto alla CGIL. Non accorgersi che centinaia di manifestanti si muovevano in corteo verso la sede del sindacato, appare veramente anomalo. Tutto questo accade nell’ultima settimana del voto per i ballottaggi, dopo che nell’ultimo giorno prima del voto del primo turno, ci pensò “La7” attraverso la rossa “Piazza Pulita” a porre in campo il tentativo di condizionamento del voto, per arginare la crescita di Fratelli d’Italia, tentativo non riuscito. Questa settimana, però, è in ballo il voto nella Capitale, dove il centrodestra è chiaramente in vantaggio. Si sa, gli Italiani sono un popolo di moderati e chiedono tranquillità e moderazione politica. E’ quindi palese che gli incidenti di sabato, che vanno condannati,  non giovano alla Destra, tutt’altro. Se poi aggiungiamo che i sindacati della triplice hanno indetto una grande manifestazione, alla quale ha già aderito tutto il centrosinistra, da tenersi a Roma, guarda caso, il giorno prima del voto del ballottaggio, il quadro è più chiaro. Non è condizionamento del voto, tenere una manifestazione di piazza il giorno del “silenzio elettorale? Il “clima di tensione” creatosi a seguito degli incidenti di sabato preoccupa e non poco e nessuno può escludere che sia stata data vita ad una nuova strategia per tentare di arginare la crescita della Destra di Giorgia Meloni proiettata alle prossime elezioni politiche. In Italia abbiamo già vissuto la “strategia della tensione” e la teoria degli  “opposti estremismi” , servizi deviati, infiltrazioni nelle fila pseudo politiche, insomma, “un film già visto”.

Salvatore Ronghi