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Politica

*De Luca e la distrazione di massa *

*De Luca e la distrazione di massa *

di Vincenzo D’Anna*

Avremmo preferito non occuparci più delle gesta istrioniche di Vincenzo De Luca, giunto ormai al capolinea della sua decennale attività di governo della Campania. Il suo passo d’addio non sarà indolore: lo sceriffo, ne siamo certi, mesterà e ciurlerà nel manico ancora per qualche tempo per poter assicurare, a sé ed ai propri cari, un’aliquota consistente di potere gestionale e clientelare anche di tipo “parapolitico”. La manfrina sulla scelta del suo successore continuerà sotto forma di alterne dichiarazioni. Al di là delle elucubrazioni filosofico-morali sui requisiti personali e politici del futuro candidato, il vero interesse dell’ex sindaco di Salerno risiede sicuramente nel programma, che comunque sara’ una elencazione delle cose non fatte nel corso del suo stesso mandato, quanto della realizzazione di talune opere che dovrebbero consegnarlo alla storia patria ed al contempo gratificare chi gli è molto vicino. Insomma la logica probabilmente sarà quella del solito familismo amorale che dall’unità d’Italia ad oggi rappresenta il tratto distintivo dell’agire politico di buona parte ceto dirigente. Come dissimulare ad arte questo recondito intento se non imbastendo polemiche politologiche ogni santo giorno così da far pesare, sul piatto della bilancia, il proprio consenso clientelare ed elettorale? Parlare di come il di lui figlio possa fare carriera parlamentare in quello stesso Pd che De Luca descrive come una “cloaca massima di imbecilli”? Non apparirebbe molto elegante!! Come si spiegano, però, in pubblico i legami che, secondo la stampa, uniscono affetti personali ed incarichi professionali conferiti oppure da conferire al suo “cerchio magico”? Meglio dunque parlare d’altro. Almeno…in pubblico!! Per soddisfare il piglio megalomane, per lasciare un’impronta imperitura all’ombra di Palazzo Santa Lucia, ben venga allora la realizzazione del cosiddetto “Faro”, il nuovo, mastodontico palazzo della Regione da allocare nel cuore di Napoli, a pochi passi dalla stazione ferroviaria. E ben vengano anche i dieci nuovi ospedali che il presidente De Luca non è riuscito a realizzare nel corso della sua pur lunga legislatura!! Ne siamo certi: non mancheranno incarichi fiduciari, allocazioni di amici fidati in enti ed aziende partecipate ed un’ulteriore quota di potere buoni anche per tutti gli usi familiari. Presenti e futuri. Parliamoci chiaro: parlare di cose tanto disadorne non conviene a nessuno, né a chi le chiede, né a chi le dovrebbe poi concedere, anche ob torto collo, per mantenere i voti dei consiglieri regionali e degli assessori in quota De Luca mediante la sagace applicazione del manuale Cencelli. Una pratica che l’ex sindaco conosce a menadito per averla sempre applicata dopo aver pontificato ed esecrato la bassezza etica della politica politicante. Insomma: siamo al cospetto di un Giano bifronte che tenta di perpetrare nel tempo il proprio potere, pur predicando la superiorità etica dei suoi scopi politici, assistito da un eloquio fluente ed ironico, che esercita il suo fascino presso la gente comune ed i suoi beneficiati. Una dicotomia tra quel che “vuole sembrare” e quello che “realmente è”, che gli ha sempre dato buoni frutti e rendite di immagine. Ma dovevamo, e credo dovremmo ancora attendere l’ultimo attacco mistificatorio sulla Sanità come strumento di distrazione di massa. Capita che la Regione non riesca ad uscire dal piano di rientro dal debito, in verità ricevuto in dote da De Luca, perché il tavolo di verifica interministeriale contesta all’Ente Campano – ed a De Luca che gestisce, ad interim, anche la carica di assessore alla Sanità – il mancato adempimento di due punti del programma concordato: la riduzione dei punti nascita e la riorganizzazione della rete dei ben 62o laboratori di analisi. Triste e pletorica eredità clientelare del passato. La riorganizzazione della rete viene rimandata ormai da dieci anni per accontentare piccoli centri e micro fornitori locali. Tutto ciò mette a repentaglio la qualità delle prestazioni analitico-cliniche, eseguite sotto la cosiddetta “soglia di efficienza”. Tuttavia con una pericolosa idiozia, la giunta regionale decide di applicare la norma solo per gli esami in convenzione (pagatore: lo Stato) e non anche su quelli privati (pagamento del cittadino). Un compromesso che crea una distinzione illecita tra la qualità garantita differente tra esami privati e quelli a carico del SSN!! Il tavolo di verifica contesta la deliberazione? Il governatore se la prende con una dirigente campana, moglie di un noto esponente del governo nazionale, colpevole d’essere presente al tavolo di verifica ministeriale , addebitandole la contestazione della deliberazione!! Insomma “Don Vicienzo” indossa la coppola storta ed i panni del moralista denunciando la sordida trama ed il nepotismo politico. Un artificioso squallido e mendace espediente degno degli “Arcana Imperi” descritti da Tacito e dei trucchi che il potere più becero e menzognero poneva in essere per turlupinare il popolo. De Luga docet!!!

*già parlamentare

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