A. RONGHI (FAST CONFSAL): AEROPORTO NAPOLI CAPODICHINO NON RISOLVERA’ PROBLEMI STRUTTURALI
A.RONGHI (FAST CONFSAL): AEROPORTO NAPOLI CAPODICHINO NON RISOLVERA’ PROBLEMI STRUTTURALI
LA CHIUSURA DELLO SCALO A NOVEMBRE RISCHIA DI AVERE IMPATTO SUI LAVORATORI, LE ISTITUZIONI INTERVENGANO
Napoli, 14 settembre 2026 – “Il Masterplan 2035 dell’Aeroporto Internazionale di Napoli Capodichino servirà solo a ridurre, in parte, i disagi ai passeggeri ed alla viabilità, ma non risolverà le criticità strutturali dello scalo partenopeo, che ha, da tempo, raggiunto la saturazione per traffico passeggeri ed appare, sostanzialmente, inadeguato per far fronte alla prospettiva di un incremento a diciassette milioni di passeggeri”.
E’ quanto afferma il Segretario Regionale di Fast Confsal, Antonio Ronghi
“Il tema che, oggi, dovremmo porci non è il Masterplan per Napoli Capodichino, ma il Masterplan per il sistema aeroportuale campano e per una reale intermodalità tra Napoli, Salerno e Grazzanise” – sottolinea Antonio Ronghi – che aggiunge: “quest’ultimo aeroporto è stato ufficialmente inserito nel Piano Nazionale Aeroporti 2026-2035 per la sua trasformazione da scalo unicamente militare a infrastruttura a uso duale (civile e militare) e questa importantissima scelta non può e non deve restare solo sulla carta perché può costituire, se realizzata, una opportunità di sviluppo per l’intero sistema aeroportuale campano e per supportare lo sviluppo turistico ed economico della nostra regione e del Sud”. “In tale ottica – continua il Segretario Regionale di Fast Confsal – ciò che oggi servirebbe è una cabina di regia pubblico-privato che definisca una strategia unitaria sulla base della quale vengano indicati i voli da potenziare per i tre scali aeroportuali ed il ruolo che il traffico cargo potrà avere per dare slancio alle attività delle imprese del territorio e, su questo punto, l’aeroporto di Grazzanise potrebbe essere la vera svolta”.
“Nell’ambito di tale ragionamento prospettico, il Segretario Regionale di Fast Confsal evidenzia che “i nuovi spazi per l’area check in, gli interventi sulla viabilità esterna per accedere in Aeroporto ed il rifacimento della pista, previsti dal Masterplan, vanno nella giusta direzione per aprire una fase di ammodernamento ed ampliamento, comunque limitato, dello scalo di Napoli”.
“Altra importante problematica – sottolinea Antonio Ronghi – riguarda la programmata chiusura dell’Aeroporto di Napoli Capodichino nel mese di novembre: tutte le società, che operano in regime di forte dipendenza dai volumi di traffico generati dallo scalo, si trovano improvvisamente ad affrontare un azzeramento dei ricavi o, nel migliore dei casi, i costi logistici ed operativi derivanti dal parziale dirottamento dei voli su scali alternativi: un problema che si riversa su tutti i lavoratori aeroportuali. Per questo – conclude – abbiamo chiesto a Ge.s.a.c spa, e per conoscenza al Ministero del Lavoro e all’Enac, di istituire un tavolo unico per poter mitigare l’impatto sociale di tale chiusura, vista anche le difficoltà di alcune società ad accedere ad ammortizzatori sociali nel periodo di chiusura. Ma, ad oggi, da Ge.s.a.c non è giunta alcuna risposta. Chiederemo, pertanto, alle Istituzioni locali e regionali che il gestore aeroportuale si assuma la piena responsabilità e l’onere di mitigare l’impatto economico di questa decisione sulle aziende che operano in aeroporto e sui loro dipendenti”.
