Un certo sindacato ama i sindacalisti e non più i lavoratori.

 Si ritorna a parlare della mancanza di democrazia e di trasparenza nei sindacati e sui dati falsi  di rappresentatività  denunciati dagli stessi. L ’altra sera su Rai tre, Reporter ha evidenziato la mancanza di democrazia interna del sindacato confederale CISL dimostrando che la loro priorità sono i sindacalisti ben retribuiti dall’organizzazione  e non i lavoratori.

Purtroppo tutti i sindacati hanno oramai perso il loro valore sociale e hanno come obiettivo le risorse economiche  per chi siede sulle poltrone di comando  ai vari livelli.

Se una volta erano “importanti” I soldi delle deleghe dei lavoratori, oggi si sono aggiunti  i tanti servizi che i vari governi hanno dato in esclusiva ai sindacati e che sono diventati  la vera cassaforte per sindacati confederali  i quali vertici per non correre rischi  hanno di fatto eliminato la democrazia interna.

Oramai i sindacati non amano più i lavoratori ma i “sindacalisti/asserviti”

Se nei sindacati si è persa la strada dell’etica e della socialità  la colpa non è solo delle stesse  organizzazioni ma soprattutto  della politica.  Quella politica che dagli anni 80 ha messo in campo una strategia tesa a “centralizzare”  i sindacati per renderli sempre meno incisivi e meno determinanti sulle scelte delle politiche attive del lavoro. Come dimenticare l’abolizione dell’articolo 18 nel silenzio assoluto delle maggiori confederazioni sindacali? I contratti rinnovati con anni di ritardo sulle previste scadenza e il passare dalla concertazione alla semplicità informazione? Al tradimento sociale, la “politica” ha concesso i servizi che significa  tanti ma tanti soldi.

La “politica” vuole un “sindacato/azienda” e non un “Sindacato/sociale” altrimenti farebbe una cosa molto semplice: darebbe attuazione  agli articoli 39 e 46 della Costituzione.

Si, la vecchia battaglia della CISNAL! Il riconoscimento giuridico dei sindacati, trasparenza con pubblicità del bilancio consolidato e il ripristino della democrazia interna. Ancora, la “Partecipazione e la Cogestione” per consentire ai lavoratori e non ai sindacalisti di mestiere di valutare, proporre e vigilare sulla propria azienda raggiungendo anche in Italia il sistema della partecipazione tra datori di lavoro e lavoratori.

Attuare gli articoli 39 e 46 della Costituzione cambierebbe totalmente l’attuale obsoleto e negativo “sistema” favorendo la crescita e lo sviluppo  e ripristinerebbe il vero Sindacato eliminando i sindacalisti di professione.

Continuerò a lottare per tale obiettivo pur nella consapevolezza delle difficoltà di trovare una politica attenta e non collusa col malaffare che esiste nel sociale.

Salvatore Ronghi